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Vetrina
1 (1850 - 1860)
Alla metà dell’800,
l’ombrellino è ancora un accessorio ricercato,
spesso di raffinata fattura, e costoso. Più comune è
la forma pieghevole (brisé), che risale ai
primi decenni del secolo e permette di orientare
l’ombrello e ripararsi, nonostante le ridotte
dimensioni della cupola.
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Vetrina
2 (1885-1890)
Nel
penultimo decennio del secolo XIX la voga della
decorazioni investe la moda femminile, unendosi
negli ombrelli e nei ventagli al gusto della seta
dipinta di ispirazione orientale.
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Vetrina
3 (1850-1870)
I
colori scuri della copertura sono frequenti, perché
ritenuti i più adatti a difendere dal sole.
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Vetrina
29: I materiali, il legno
Vediamo un campionario di legni usati per fusti,
impugnature e bastoni. Nella seconda metà
dell’800, le impugnature di legno intagliato
divennero di moda. In anni in cui la produzione
industriale è in sviluppo, l’ombrello resta
un oggetto che esalta spesso tecniche
artigianali.
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Vetrina
32: impugnature
(metà
del XIX secolo)
I materiali usati negli esemplari esposti si
riferiscono a porcellana, madreperla e
legno. Le impugnature di porcellana sono
spesso dipinte con raffigurazione floreali,
scenette e paesaggi
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Vetrina
13 (1890-1910)
Nei decenni a cavallo fra ‘800 e ‘900, si afferma
nella borghesia l’abitudine ai soggiorni e alle gite
nei luoghi di villeggiatura. In queste occasioni
l’ombrellino entra a far parte del guardaroba
femminile quotidiano.
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Vetrina
4 (1850-1870)
Dalla metà del secolo si diffonde la soluzione del
puntale a forma di anello, per portare più
comodamente l’ombrello chiuso.
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Vetrina
5 (1850-1870)
L’uso
costante del parasole è legato all’estetica del
periodo romantico, che preferisce l’incarnato pallido.
Per questo motivo la produzione include anche modelli
per bambine
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